Ilda Menichetti

La mia famiglia è originaria dell’empolese, in particolare di Cerreto Guidi.

Il mio bisnonno poi si trasferì a Firenze e suo figlio Mario si sposo con mia nonna llda Nistri. Dal matrimonio nacquero tre figli ma purtroppo mio nonno morì a soli 36 anni.

Quindi, sto parlando di una donna che con tre figli è rimasta vedova a 36 anni nel 1941. Improvvisamente.

Siamo in guerra e solo il marito lavorava, presso l’Istituto Geografico Militare. I tre figli avevano 11, 10 e 3 anni.

Due maschi e una femmina. All’epoca forse c’era una sorta di solidarietà sociale, o forse era una regola, per cui fu a sua volta assunta all’Istituto Geografico Militare. Ma non era possibile seguire i tre figli, così i due maschi furono affidati alla Madonnina del Grappa di Don Facibeni e la figlia, più piccola, a delle suore.

Non mi dilungo in particolari e dettagli, tanti, drammatici e forse immaginabili ma evidenzio solo che io, nipote di questa signora, oggi sono ingegnere e abito nella casa che hanno costruito insieme lei e suo marito.

Quanta gratitudine e riconoscenza dobbiamo avere verso tutte quelle donne che, sole, silenziose e non celebrate hanno contribuito in maniera così determinate a ricostruire l’Italia? Una storia minore, che solo i famigliari conoscono ma che può essere presa a simbolo di tante altre.

Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura

Una storia minore, che solo i famigliari conoscono ma che può essere presa a simbolo di tante altre donne che hanno dato alla costruzione dell’Italia che conosciamo oggi. Queste donne, silenziose, sole, non celebrate non hanno fatto parte della costituente ma la Costituzione l’hanno scritta con i fatti, con il loro coraggio e la loro determinazione. 

Marco Menichetti