Eleonora Chiarugi è per metà empolese e per metà fiorentina da parte di mamma.
Cresciuta a pane, musica, cinema, design, comunicazione e arte, è sempre stata influenzata da questo mondo, soprattutto dalle modalità con cui queste possono influenzare la quotidianità.
Per questo, dopo aver intrapreso gli studi universitari internazionali, è stata travolta dalla cosiddetta crisi d’identità ed è tornata a studiare materie umanistiche.
Dopo aver conseguito gli studi a Firenze e Milano, ha compreso che la sua missione era investire e creare uno spazio fatto di colore, empatia, contaminazione, intelligenza emotiva e confronto tra vari mondi professionali, artistici e sociali.
Eleonora ha dato così vita a Empoli ad uno spazio polifunzionale: il Coworking di E. Questo è un luogo a servizio dei liberi/e professionisti/e per svolgere al meglio e in modo flessibile il loro lavoro, conciliando attività lavorativa e famiglia.
È inoltre uno spazio dove si genera cultura grazie ad eventi, open day, interviste e dove ognuno può seguire le proprie passioni partecipando o organizzando workshop.
La socialità dello spazio creato da Eleonora non resta solo all’interno delle sue mura ma va oltre, grazie alla partecipazione a iniziative sociali, culturali e di solidarietà promosse sul territorio.
Infine il Coworking di E è un luogo che privilegia la conoscenza e l’autopromozione di artisti/e e delle loro storie.
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Mi chiamo Eleonora, ma tutti mi chiamano Ele o Nora o Cocco (da piccola portavo una maglietta della Lacoste con il coccodrillino).
Ho molti animali tra casa mia e casa dei miei. Diciamo che quelli con cui convivo di più sono la gatta Strega Luna, nera dagli occhi gialli e Syd (non come Syd Vicious, ma come Syd Barrett), una peste di Jack Russell.
Sono cresciuti insieme e a volte si scambiano i ruoli tra gatto e cane. Ho insegnato loro a uscire insieme al guinzaglio.
I miei colori preferiti sono i colori fluo, come il verde lime del Coworking, ma anche il blu petrolio, il rosso carminio e il verde acqua della vespa.
Sono appassionata di musica, faccio interviste a musicisti e cantanti e sto percorrendo la strada anche per diventare giornalista.
Il mio sogno è quello di intervistare e raccontare le persone all’interno dello spazio che gestisco.
Voglio riprendere a suonare la batteria e imparare a mixare musica con la consolle.
Nel frattempo seguo il laboratorio di narrazione di Silvia Frasson da nove anni e ho una mia compagnia teatrale.
La mia canzone preferita in assoluto è “I wanna be adored”, degli Stone Roses e il mio motto di vita, che mi sono anche tatuata è “Se non rido, moio”.
Grazie mille per l’opportunità.
Una buona giornata,
Eleonora