Irene Fallani

Irene Fallani nasce a Firenze nel 1977.
Rappresenta la quarta generazione imprenditoriale che dal 1926 porta avanti l’azienda Fallani Caramelle, conosciuta in tutto il mondo, e che caratterizza l’Empolese come area produttrice di dolcezze.
Grazie a Irene la tradizione della produzione di caramelle si tramanda nel tempo e fissa ricordi ed emozioni in ciascun cittadino toscano.

Durante il periodo del Covid l’azienda guidata da Irene ha realizzato una nuova linea di prodotti, quella degli integratori e caramelle addizionate con gli estratti vegetali e botanical.
Questa nuova linea ha consentito all’azienda di raddoppiare il personale tramite l’assunzione di figure femminili, donne madri, che durante il Covid hanno perso il lavoro.
Irene come imprenditrice ha collezionato diversi premi istituzionali, come il Premio “Renzo del Lungo” e “Firenze e il lavoro”.
Irene non si è mai sottratta agli eventi benefici del territorio, come omaggiare i bambini con le caramelle il 6 gennaio.
Ha partecipato a cene benefiche per l’ospedale pediatrico Meyer, raccolte fondi per finanziare missioni umanitarie; per uno di questi, ha realizzato caramelle personalizzate senza scopo di lucro color rosa contro la violenza sulle donne.

Gli animali li adoro. Quando ero piccola avevamo un giardino con l’orto dove c’erano tanti gatti, gattini, conigli, galline e dei cani. A oggi invece ho una canina di due anni e mezzo che fa parte della famiglia, il suo nome è Lucky ed è una bastardina. Prediligo i colori solari, come l’arancione, ma anche il verde, visto che amo la campagna, tanto da viverci.
Fin da ragazza ho sempre amato cantare: sono mezzo soprano e mi piace cantare le canzoni di Mina e del repertorio degli Anni 70/80. Ho studiato canto e ho avuto un gruppo musicale di musica melodica; andavamo a suonare nelle balere, sagre ed eventi tra cui dei matrimoni.
Ancora oggi, per divertimento, continuo a coltivare questa mia passione fino a trasmetterla anche alle mie figlie. Chi si avvicina alla musica fin da piccola poi non la lascia più.
Un aneddoto simpatico che ricordo bene ancora oggi è quando, tra i 16 e i 17 anni, ho partecipato a un concorso di canto con la canzone “Maledetta primavera”, l’ho vinto, incredula, e sarei andata alle preselezioni di Castrocaro, e se avessi continuato chissà, forse sarei andata a Sanremo, ma la scelta di seguire le orme della mia famiglia è stata più forte della mia passione.