La violenza sulle donne è un fenomeno che sempre più sta raggiungendo delle dimensioni preoccupanti. Gli ultimi mesi in particolare hanno scosso il nostro territorio: a settembre 2023 a Castelfiorentino è stata uccisa Klodiana Vefa; a novembre scorso tutta l’Italia si è mossa a seguito del femminicidio di Giulia Cecchettin.
Una giovane ragazza, una studentessa dell’Istituto Fermi di Empoli, Alice Cioni, ha sentito che non bastava rimanere spettatori silenziosi di questa strage e che la voce dei ragazzi e delle ragazze doveva farsi sentire ancora più delle altre.
Alice, rappresentante di Istituto, ha organizzato una delle più grandi manifestazioni studentesche che la nostra città abbia mai visto.
È riuscita a coinvolgere oltre mille studenti non solo del suo Istituto ma anche di tutti le altre scuole superiori di Empoli, che si sono trovati tutti in piazza per dire “no alla violenza sulle donne” e chiedere l’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale come materia scolastica.
Quella organizzata da Alice è stata una manifestazione rumorosa, in cui i ragazzi e le ragazze hanno sfilato con striscioni e slogan, sottolineando come la violenza sulle donne sia qualcosa di vicino a noi e ci riguardi tutte e tutti. La partecipazione dei più giovani è il primo passo per un reale cambiamento ed è anche grazie a questi esempi che possiamo guardare al futuro con ottimismo.
Mi hanno chiesto di parlare di me, ma non è una cosa che amo quindi scusatemi se sarò vaga.
Ho 18 anni anzi 19 tra qualche giorno, nata e cresciuta a Empoli da una normalissima famiglia di ceto medio.
I miei genitori, Silvia e Antonio, si sono separati quando ero molto piccola, ma non voglio soffermarmi troppo su questo.
Ho una sorella, anzi una mitica sorella di nome Giulia. Lei è la mia forza e la persona su cui posso contare quando le cose vanno male. Tra me e lei ci corre quattro anni e mezzo, ma questa differenza lei non me l’ha mai fatta sentire.
Fin da piccola non sono mai stata una bambina molto calma e tranquilla, mi spiego meglio: per me le regole erano fatte per essere infrante e così sono iniziate una serie di complicazioni per mia mamma, convinta che diventassi una delinquente.
A scuola sono sempre andata bene, anche se il mio tallone d’Achille, come possiamo intuire, è la condotta: non è che mi comporto male, semplicemente chiacchiero forse un po’ troppo e non sopporto più di tanto le mancanze di rispetto specialmente se provengono da professori.
La mia valvola di sfogo è sempre stata lo stadio, gli amici e l’aria aperta.
Mi piace fare sport, mi piace la techno, mi piace leggere, mi piace viaggiare, ma la cosa che amo più di tutte è l’adrenalina, quell’istante in cui il cuore perde un battito, la pelle formicola e ti senti veramente viva!
Ma arriviamo al punto del discorso: vi starete chiedendo perché io oggi sia qui, e vi dico che tranquilli me lo sono chiesto anche io!
Ma riflettendoci l’unica risposta che mi sono data sono le parole con le quali mi hanno convinto a presiedere a questa serata, e sono parole che stasera vorrei rivolgere a tutte voi, voi grandissime donne che in qualche modo vi siete fatte sentire: “Non è prendersi i meriti, ma riconoscere che abbiamo fatto qualcosa di grande”.
vi aspetto alla prossima manifestazione.