raccontata da Elettra Badini
Nata a Empoli 14.04.56
Antonella Ninci nasce ad Empoli dove ha una storia familiare e sociale intrisa di cultura e di arte. Madre pianista e padre imprenditore di una vecchia generazione di impermeabili, un fratello filosofo dell’università Normale di Pisa.
Antonella è un’avvocata, è stata in Inail come Avvocata Coordinatrice per la Toscana e poi al vertice dell’Avvocatura Inail come Avvocata generale, ruolo per la prima volta ricoperto da una donna.
Si interessa di diritto antidiscriminatorio a partire dalla parità di genere, per ampliarsi alla prevenzione ed al contrasto di ogni discriminazione assumendo ruoli di prestigio anche presso il Consiglio dei Ministri.
Antonella ha ricevuto il riconoscimento di merito ed è stata inserita nei primi cento casi di buona amministrazione.
L’avvocata Ninci ha sicuramente generato un cambiamento locale e nazionale, lavorando sui temi delle discriminazioni che le donne subiscono sul lavoro, e collaborando con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro che ad oggi conta 430 amministrazioni pubbliche ed ha l’obiettivo di tutelare i diritti della persona che lavora, la promozione della cultura del rispetto e il favorire una produttività mirata e tempestiva. Molte delle sue azioni hanno comportato effetti pratici, per citarne alcune: Il progetto Cassiopea per rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di genere con “Associazione nazionale Volontarie Telefono Rosa Onlus.
Antonella è tra i fondatori della Fondazione Rigel e ne è la Presidente.
Per mantenere nel tempo il legame con la città nella quale è nata e risiede, ha voluto che la sede della Fondazione rimanesse ad Empoli.
La Fondazione ha come oggetto la promozione e la realizzazione di percorsi formativi e di sviluppo culturale, sociale ed economico, tematiche che coinvolgono il mondo imprenditoriale, l’associazionismo, le scuole e tutta la comunità.
La vita di Antonella, persona solare e competente, è caratterizzata da un impegno costante e da un legame con la sua città di origine.