Nata a Lamporecchio, ci ha lasciati il 24 agosto 2025 a 58 anni.
Per 47 dei quali ha vissuto di pallavolo, prima diventando una campionessa giunta ai livelli più alti e poi allenando le giovanili, come la squadra femminile della Pallavolo Empoli, con la quale ha lavorato per quattro anni in serie B, portandola fino ai playoff per la Serie A.
Fino a quando non è stata colpita da un tumore cerebrale che in poco più di un anno l’ha portata alla scomparsa.
Alla scoperta della malattia, però, non si è persa d’animo e i valori dello sport li ha applicati anche nella vita: nella pallavolo il muro è la miglior difesa e al tempo stesso il primo attacco.
Per questo Meri ha creato “Alziamo il muro!” un’iniziativa con la quale sono stati raccolti fondi per acquistare un macchinario da donare all’ospedale dove è stata curata e che porterà a breve alla nascita di una Fondazione per la ricerca contro i tumori cerebrali assieme ad illustri professionalità nel campo della medicina.
Assieme a Gianni Assirelli, Meri ha condotto una campagna di sensibilizzazione che ha toccato tutta Italia e per questo le è stata riconosciuta una menzione d’onore per il Premio Aramini di Empoli nel 2025.
Fino all’ultimo giorno ha voluto essere un esempio di come non ci si arrende e di come si debba sempre raccogliere tutta la forza che abbiamo per giocare al meglio la bellissima partita che è la vita.