
Angelina era il suo nome all’anagrafe, nome che condivideva con la nonna paterna originaria della provincia dì Benevento, ma nel momento del battesimo le fu attribuito come secondo nome quello di Fulvia, scelto dalla madre, a mio ricordo, per l’attrice Fulvia Franco. Dalla madre ha preso lo spirito combattivo, determinato e passionale dei primi movimenti e partecipazioni delle donne alla vita sociale e culturale. Una delle poche, tra le sue coetanee, figlia di operai, ad iscriversi all’università e a portarla a conclusione. Aveva scelto pedagogia con una tesi sull’UDI e l’educazione agli adulti. Quasi in concomitanza con la conclusione degli studi universitari si avvicina all’Unicoop Firenze e diventa, giovanissima, Presidente della Sezione Soci di Empoli, una tra le poche e prime donne. Nello stesso anno si sposa con il fidanzato storico con cui rimarrà fino a che la malattia non l’ha allontanata dai sui cari nel 2000. Porta avanti in maniera sempre parallela la vita lavorativa, che la porterà a diventare una delle poche primarie nella ASL, dirigente dell’UO di Psicologia, e la vita associativa perché entrerà, anche in quel caso, una delle poche donne, in quello che all’ora si chiamava Consiglio di Amministrazione di Unicoop Firenze. Entrambe le cariche, con determinazione, passione e lungimiranza, le ha portate avanti fino a pochi giorni prima della sua morte.
Fulvia è stata molto anche una mamma, ha avuto due figli, una femmina e un maschio, una mamma moderna, una mamma attuale, solo con 30/35 anni in anticipo.
Credeva fortemente nella parità di genere, credeva fortemente nelle donne. Oltre che psicologa era anche sessuologa clinica, si dedicava con atteggiamento materno all’insegnare alle donne a piacersi, cos’è il piacere e ad averne diritto, come a riprendere un famoso motto degli anni ’70 “il corpo è mio e me lo gestisco io”. Attraverso quegli insegnamenti c’è dietro la prevenzione alla violenza di genere, il diritto ad avere propri pensieri e ad avere proprie scelte, il diritto a sentirsi già complete senza un padre o un marito che debba scegliere al posto tuo.
Un bel mix di femminile, femminismo, determinazione, passione, dedizione e cura.
Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura
I motivi che mi hanno spinto a candidare la figura di Fulvia è perché ritengo che lei e suo marito abbiano incarnato ante litteram quello che oggi si chiama bigenitorialità, loro l’hanno agita e non solo dichiarata. Lei è stata un esempio di donna che è riuscita a costruirsi una cultura, una carriera e allo stesso tempo a crescere due figli con sani e saldi valori che tutt’ora incarnano e cercano di tramandare.
Nella sua storia si può ritrovare un vero femminismo fatto di solidarietà e di voglia di emancipare donne che hanno dovuto fronteggiare momenti di difficoltà di salute, economica o altro.
Altre informazioni utili
Fulvia in tutto questo non ha mai nascosto le proprie fragilità, pur scegliendo di confidarle a persone fidate. Più che informazioni aggiuntive se Fulvia fosse qui oggi le direi di andare orgogliosa della donna, moglie, madre, professionista che è stata. Adesso, grazie a tante come lei che ci hanno dato l’esempio, avrebbe molte “compagne” con cui confrontarsi e con cui portare avanti tanti temi contro stereotipie pregiudizi ancora attuali.
Claudia Corti
Nata e formata a Empoli in un ambiente dove le donne non erano semplici comparse nella ricostruzione industriale e nelle mobilitazioni sindacali, negli anni 70 trova nell’U.D.I. i valori di riscatto ed emancipazione femminile.
Nel 1972 conseguirà la laurea con una tesi su “L’U.D.I. e l’educazione degli adulti”. È stata un forte soggetto politico pur senza mai ricoprire ruoli istituzionali. Lavorerà all’USL, sarà responsabile dell’Unità Operativa di Psicologia.
Il 1° Luglio 1975 diventa la prima Presidente donna della Sezione Soci Coop e sarà la prima donna dirigente nel Consiglio d’amministrazione della Coop.
Intorno agli anni 80 diventerà protagonista nello scenario della sanità di Empoli intraprendendo il lungo percorso presso l’Istituto Internazionale di Sessuologia.
Sempre attiva e protagonista nel lavoro e sempre attenta agli aspetti “umani” dei collaboratori, la sua area di lavoro si collocava in zone di confine: dal disagio giovanile ai consultori familiari all’inserimento scolastico dei ragazzi cosiddetti difficili.
Si trovò pronta a traghettare il passaggio alle ASL con l’esperienza amministrativa maturata in Coop.
Donna dal carattere forte, mai disposta ad arretrare sui suoi principi politici e sociali lavorò fino agli ultimi giorni anche se il suo corpo non glielo avrebbe permesso.
Morì il 17 Marzo 2001 dopo anni di coraggiosa lotta contro il tumore che l’aveva devastata.
Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura
La presente candidatura è stata da me presentata a nome del consiglio della sezione soci COOP di Empoli.
Il ricordo della figura di Fulvia spinse nel 2002 ad un anno dalla morte a far pubblicare un libro scritto da Elettra Lorini, che ben ha descritto il carattere e le qualità di Fulvia, ma soprattutto il percorso umano di una donna dalla parte delle donne.
Altre informazioni utili
In Sezione Soci a Empoli sono a disposizione diverse copie del libro che indipendentemente da questo Contest, sono a disposizione delle Donne che avranno il desiderio di leggerlo.
Francesca Martini