Graziana Corti

Graziana, mia nonna, ha vissuto sulla propria pelle il periodo della guerra e dell’avvento del fascismo in Italia. È stata una vita sofferta e povera, pur nella ricchezza degli affetti familiari e nel ricordo della gioia delle cose semplici.

La famiglia di mia nonna era contraria all’idea fascista e per questo alcuni suoi parenti hanno pagato a caro prezzo la propria idea diversa, qualcuno con la vita.

Il fratello di suo padre fu nascosto in casa loro, proprio per questo.

Mia nonna non ha compiuto particolari imprese, ma credo che affrontare la guerra e la fame sia un bagaglio sufficiente da portare sulle spalle.

È stata una donna generosa, umile, quel poco che aveva lo ha sempre condiviso.

È stata anche una donna coraggiosa per far fronte a tutto ciò che ha vissuto nella propria vita e pur nella privazione, nella paura, nelle disgrazie avute, ha conservato quella bontà d’animo e generosità che le ha permesso di crescere, insieme a suo marito Giuseppe (mio nonno), sua nipote Erica e raccontare la sua storia non con odio, ma con dolore, affinché non sia dimenticata.

Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura

Ritengo sia importante raccogliere e tramandare le testimonianze di chi ha vissuto periodi storici che hanno segnato il nostro paese, affinché si possa conservarne memoria. Io ho avuto la fortuna di crescere con una nonna che mi ha raccontato la sua storia. Mi chiedo: ai nipoti del futuro chi potrà farlo?

Erika Quagli