
Ivanna Masoni, mia nonna, contadina. Battezzata la ‘Pasionaria’ fin da ragazza per come sfidava la vita in tutte le situazioni difficili che le si paravano davanti. Certamente non può essere comparata alla grande spagnola, combattente per la libertà, Dolores Ibarruri, ma fu esempio per mio padre e di riflesso è stata per me.
Giovane sposa di un operaio della Vetreria Taddei e madre di una bambina di pochi mesi vide suo marito partire per l’Etiopia, non certo fanatico per offrire a Mussolini l’impero. Contemporaneamente alla fine della guerra la malasorte colpì per una grave malattia il secondogenito (mio padre) e il suo elementare istinto le fece da guida. La Pasionaria seppe sempre trovare la soluzione, lottando senza chinare la testa. Amata e rispettata nel paese alle porte di Empoli, il Pozzale, sempre disponibile per accollarsi le difficoltà altrui e di contro aiutata quand’ella si trovava nella medesima circostanza.
La povertà, la guerra e la malattia del figlio incentivarono la volontà per la conservazione del proprio stato.
Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura
Per la sua tenacia, per la sua forza di Donna contro chi pensava che si sarebbe dovuta rassegnare.
Benedetta Benedetti