
Credo di non poter dire niente di nuovo su questa donna. Voglio solo portare la mia personale testimonianza.
Rina era un’amica di una mia zia, (in realtà la zia del mio babbo) e con mia zia andavamo, di tanto in tanto, a trovarla. Sicuramente avevo meno di sette anni. Durante questi incontri non è mai stato accennato a niente della sua vicenda. Erano incontri tra due donne che si conoscevano da tempo e che (sapevano) ma non dicevano. Le loro chiacchiere erano quelle di due amiche. Poi non ho più seguito mia zia nei suoi incontri perchè come tutti gli adolescenti avevo altro da pensare e da fare.
Un bel giorno, al Liceo, avevamo organizzato un incontro con persone che erano state deportate nei campi di concentramento o che avevano, in qualche modo, contribuito alla liberazione del nostro paese dal nazi-fascismo. Con mia grande meraviglia, tra queste persone, ho visto Rina. Rina ?!!! cosa ci faceva? Poi il suo racconto, ci ha e, mi ha spiegato. Ho saputo tutto, ho capito. Alla fine dell’incontro però non ho saputo cosa dirgli, l’ho solo salutata come facevo quando andavo a trovarla da bambina. Poi ho pianto pensando a tutto quanto gli era successo e soprattutto per gli interrogatori che ha subito sotto tortura, per il suo bambino e per tutto quello che ha dovuto sopportare per tutto il resto della sua vita.
Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura
la lotta per la nostra libertà, la consapevolezza che tutto il male che poteva capitare ai suoi compagni, poteva dipendere da lei e lei ha saputo mantenere la sua promessa, pagando però il prezzo di tutta la sua vita.
Altre informazioni utili
Un ricordo personale, ma non sono sicura di ricordare bene. Quando andavo a trovarla da bambina, mi sembra di averla vista con i capelli sempre un pò scompigliati, ma forse la mia mente, nel corso del tempo, l’ha identificata con mia zia.
Elisabetta Bagnoli