Teresa Bertelli

Teresa Bertelli nasce ad Empoli il 9 aprile 1880 dall’empolese Tommaso e dalla campigiana Antonietta Azzarri in via Chiara 38. Dopo aver frequentato la scuola d’avviamento dalle suore Domenicane incomincia a lavorare nella ditta di famiglia. La famiglia Bertelli, infatti, aveva dal 1859 ottenuto in affitto dalla Società Italiana per le strade ferrate del Mediterraneo i locali attinenti alla Stazione di Empoli, ad uso ristorante-bar. L’attività era conosciuta con il nome di Buffet stazione di Empoli e la licenza alla famiglia Bertelli venne confermata successivamente anche dalle nuove Ferrovie dello Stato. La fiorente attività, riconosciuta in tutta la zona per l’elevata qualità del cibo e del bere, oltre che per l’eleganza dei locali, vede crescere Teresa nei primi anni della sua giovinezza, concorrendo con il padre Tommaso e lo zio Ranieri alla gestione dell’attività. Il bar del buffet era luogo di incontro per tutta la cittadinanza empolese e non e vedeva anche i regolari ritrovi dei componenti dell’accademia teatrale dei Gelosi Impazienti. Si trattava quindi di un contesto intellettualmente e socialmente attivo e fiorente. 
Nel 1890 muore improvvisamente il padre, lasciandola con lo zio Ranieri e il fratello Giovanni Tommaso a condurre il Buffet. Alla morte dello zio nel 1899, i due fratelli rimasero soli a gestire l’attività, tuttavia fin da subito Giovanni Tommaso dimostrò scarso interesse per il Buffet, mantenendone la proprietà ma non curandosi della sua gestione. Ecco che Teresa cominciò a dar libero sfogo alla sua imprenditorialità e creatività. Inizialmente commercializzando dei pacchi di biscotti, di cui scelse personalmente la grafica delle scatole di cui la famiglia conserva ancora i bozzetti. Non solo. Decise di organizzare per il ritorno dei soldati reduci dalla guerra di Libia un pranzo a tema, con un menù le cui pietanze alludevano sagacemente alla vittoria ottenuta e di cui, anche in questo caso, la famiglia ha conservato la locandina. 
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Giovanni Tommaso viene richiamato al fronte e Teresa rimane sola a condurre il Buffet, guidandolo fuori dal periodo bellico ma riuscendo sempre a mantenere l’apertura dell’esercizio con i vari servizi offerti al pubblico. A seguito della fine della guerra e con il conseguente rinnovato slancio di vita e di prosperità del Regno, propone al fratello, che nel frattempo non faceva che dilettarsi in attività sportive quali le corse di side-car, di aprire un’altra attività commerciale in via Roma, in quello che poi sarebbe diventato lo storico Bar Viti rimasto in attività fino a tempi recentissimi. Con lo stesso spirito imprenditoriale, si adopera per avviare una merceria nel centro storico di Empoli, che dopo vari spostamenti, ha trovato sede in via Paladini dove è l’attuale merceria Guerri. Ancor più all’avanguardia, utilizzò parte del giardino della propria abitazione e di quella dei vicini Rizzotti in via Roma per allestire un cinema all’aperto che rimase funzionante fino alla fine degli anni Cinquanta (Cinema-teatro ROMA). 
Nel 1931 il fratello muore di setticemia, a seguito di un errore del medico curante, lasciandola di nuovo e definitivamente sola! Dopo aver definito i rapporti economici con la cognata e madre del nipote prediletto Pier Francesco, nel 1933 diviene ufficialmente l’unica a gestire il Buffet della Stazione. In un’epoca di grandi tensioni politiche, la signorina Teresa si ribellò alle imposizioni del Regime, rifiutandosi di affiggere una bandiera nera davanti al suo ristorante e attraversando per questo motivo un periodo di difficoltà sociali. Riuscì tuttavia a traghettare di nuovo il Buffet attraverso un conflitto sanguinoso, la Seconda Guerra Mondiale, sopravvivendo anche al terribile bombardamento del 26 dicembre 1943 che interessò proprio la zona della stazione di Empoli. Il Buffet e la sua abitazione di via Roma subirono inevitabilmente dei danni importanti, ma nonostante questo Teresa riuscì a risollevare l’attività e a farla tornare funzionante in poco tempo. 
Conclusasi la guerra, Teresa proseguì nella gestione del Buffet fino al 1959, anno in cui le Ferrovie dello Stato non rinnovarono la concessione dei locali. Scherzo del destino volle che per soli 3 mesi la famiglia Bertelli non poté festeggiare il centenario di una delle più antiche gestioni all’interno delle ferrovie italiane. Ormai anziana, trovò conforto nella sfera spirituale, dedicandosi alla preghiera, morendo nel 1965.

Motivi e motivazioni per le quali si ritiene di presentare questa candidatura
Si ritiene opportuno presentare questa candidatura in quanto è un esempio di attività manageriale svolta in un periodo in cui era estremamente raro, per una donna, dedicarsi ad un lavoro tipicamente maschile. Non è stato un periodo semplice né sotto il profilo storico-sociale né familiare infatti la vita di Teresa è funestata da diversi lutti familiari e tutti improvvisi: nel maggio 1908 muore, improvvisamente, l’altro fratello Francesco a soli 24 anni; nel1913 muore di infarto la madre Antonietta e nel 1918 la sorella Rosina lasciandola con il fratello Giovanni Tommaso (+1931), ciononostante non ha mai perso la voglia di vivere e credere nel futuro continuando ad occuparsi delle attività.
Infatti ampliò le possibilità del bar in via Roma chiedendo ed ottenendo l’utilizzazione di piazza don Minzoni come luogo di ristorazione all’aperto, e per il buffet, in considerazione del traffico ferroviario in crescita fu tra gli ideatori del poket lunch con le prime posate usa e getta.

Altre informazioni utili
Molto religiosa, era cugina dell’ultima madre badessa del convento Benedettino di Empoli (via Cavour), tenne particolarmente al decoro del Santuario della Madonna del Pozzo, alla quale donò la statua di sant’Antonio ancora oggi usata per la processione del 13 giugno; e le vetrate dell’abside ancora esistenti.

Tommaso Bertelli