Anna Maria Lazzereschi

Anna nel 1989 è stata una delle socie fondatrici dell’Associazione Filo d’Argento a Empoli e nel 1993 ha fondato la sartoria Auser, di cui divenne presidente. Con il suo impegno nella sartoria diventa un riferimento importante per la comunità empolese: raccoglieva vestiti usati, in buono stato, o ritagli di stoffe e qualsiasi materiale che potesse essere utilizzato per dare agli abiti una nuova vita e sostenere le persone e le famiglie in difficoltà. Gli abiti sono stati mandati a tantissimi paesi del terzo mondo ed in via di sviluppo, oltre che per la nostra città. Ha collaborato con l’UNICEF per la realizzazione delle “pigotte” e con Intersos per il sostegno alle popolazioni vittime di calamità naturali. Sono stati spediti ogni anno, oltre 50000 capi solo per il periodo in cui Anna ha gestito la sartoria. Anna si è distinta per la capacità di sostenere la comunità empolese e la lungimiranza di aver creato un servizio che potesse salvaguardare l’ambiente e al tempo stesso sensibilizzare la cittadinanza contro gli sprechi.

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Da giovane era molto affezionata ad un cavallo che si chiamava Bozzolo, il padre lo usava per tirare un barroccio per vendere gli ortaggi, ma quando il cavallo era e nella stalla Anna lo prendeva di nascosto e lo portava al guinzaglio libero nella campagna vicina
Anna amava molto la musica e la canzone sua preferita era “Romantica che spesso cantava anche in sartoria, coinvolgendo anche le altre sartine dicendo che, se cantiamo tutti insieme si lavora meglio ed in allegria. Anna amava molto il ballo e il valzer con la canzone “Io cerco la morosa” che chiedeva tutte le domeniche all’orchestra durante i pomeriggi danzanti di Auser.
Anna, quando non poteva ballare più sia per l’età e per problemi di salute, si faceva accompagnare alle serate danzanti solo per vedere ballare e mi ricordo una volta andai a salutarla mentre era seduta e le dissi che era molto elegante e sempre ben vestita i capelli ordinati ecc. ecc. e mi disse con un filo di voce: “Io cerco di essere ordinata e ben vestita non per piacere ma per non dispiacere…”, e questa frase mi commosse la sua dignità di donna era sempre presente anche quando stava male.

Daniela