La dottoressa Roberta Valorosi nasce a Fidenza, in provincia di Parma, il 18 Agosto 1965.
Si trasferisce a Empoli con la famiglia nel novembre del 1971, quando il padre compra la farmacia del dott. Cini e la trasforma nell’attuale Nuova Farmacia Valorosi.
Sempre sensibile, insieme agli altri componenti della sua famiglia, ai problemi dei più sfortunati, è promotrice di molti eventi atti alla raccolta di medicinali e alimenti per la prima infanzia da inviare alle popolazioni in tutte le parti del mondo che si trovano in difficoltà.
Collabora annualmente con la Fondazione Francesca Rava di Milano, con il Centro Missionario Medicinali di Firenze.
Tutto questo rinunciando a ogni forma di guadagno su quanto raccolto e anzi, aggiungendo sempre molti prodotti in regalo.
Per la dottoressa Valorosi e la sua famiglia partecipare alle azioni benefiche è un’occasione unica per realizzare qualcosa di positivo, contribuendo a rendere evidente che la società si sviluppa e si costruisce grazie alla sensibilità e generosità delle donne e alla loro capacità di rendere forti i legami affettivi.
Ho una famiglia molto unita, composta da mio marito Giovanni, con il quale sono sposata da 36 anni, e da tre figli: Emanuele, 34 anni, Leonardo, 29, e Carlotta, 17; un cane, Mia, e un gatto Rio.
Ai miei figli ho cercato di trasmettere il rispetto e l’amore per tutti gli esseri viventi (Carlotta fa la volontaria al gattil) e la serietà in ciò che si fa nello studio come nel lavoro.
Questo in particolare mi è stato insegnato dai miei genitori. Io ho sempre detto che i miei collaboratori sono la mia seconda famiglia, perché sto più con loro che a casa mia.
A volte, questo purtroppo ha fatto sì che trascurassi parte della loro infanzia. Mai visto un allenamento di calcio, mai vista una prova di ballo. Questo per me è un grande rimorso, quegli anni bellissimi non torneranno e penso che avrei dovuto godermi di più la crescita dei miei ragazzi.
Ma quando lavori tante ore lo fai, almeno nel mio caso, non tanto per te, quanto per loro e non capisci che quello che loro vogliono è solo la tua presenza.
Di questo mi rammarico tanto.
L’ultima cosa che voglio dire è che anche se i nostri ragazzi non hanno vissuto la guerra, di cui sono rimasti in vita pochi testimoni, mio padre, uno di quelli, stanno attraversando un periodo storico totalmente devastante e per il quale non possiamo fare nulla per migliorarlo se non insegnare loro che la vita non ha alcun valore se non attraverso il rispetto reciproco e la consapevolezza di poter fare qualcosa per chi ha meno di te.
Sembra tutto molto retorico, ma è realmente ciò che penso.
La dottoressa Roberta Valorosi rappresenta un esempio costruttivo per la nostra comunità, coinvolgendo la popolazioni su temi di volontariato.