Nata a Empoli nel 1905, figlia di Giuliano Vanghetti, medico vissuto a Empoli divenuto pioniere della neuroprotesica.
Il suo contributo alla diffusione dell’opera di Vanghetti, “schivo di onori, sdegnoso di lucro” come recita la targa di fronte la cappella dov’è sepolto, fu grande.
Una “pioniera degli affetti”, com’è stata definita dalla famiglia, che ha ereditato e trasmesso la nobiltà d’animo che ha reso noto il nome dei Vanghetti.
Crescere accanto a un uomo che vedeva il dolore degli altri non come un limite, ma come una sfida da risolvere con la scienza e l’umanità, ha plasmato il suo carattere.
Una dedizione incrollabile, una dignità fatta di rispetto per sé e per gli altri e una visione che l’ha resa un pilastro silenzioso, nella famiglia e nella comunità.
Una donna che è riuscita a rendere straordinaria la quotidianità.